Aspen

Per chi ha paura, tutto fruscia.

Marino Niola

ASPEN – Populus Tremula, Pioppo Tremolo

                               

Protezione astrale

Ansia da filtrazioni del corpo astrale

                               

 

Che tipo è?

È una persona dalla sensibilità straordinaria, delicata e con l’aria spesso spaventata. Percepisce in maniera esasperata il livello sottile dell’esperienza, il piano astrale è molto presente nella persona Aspen. La sua capacità di percezione extrasensoriale è sviluppatissima, si manifesta con un sentire formidabile rispetto ai suoni, alle visioni, ed alle premonizioni. Chiaro-veggenza, chiaro-senzienza fanno parte della sua relazione con l’esterno. Tutto questo però in Aspen spesso assume un tono inquieto, la premonizione diventa presagio ed è come accompagnata da una penosa attesa di qualcosa che dovrà accadere, di un pericolo imminente. Vi è quindi in Aspen una componente di ansia che può arrivare ad essere un tormento angoscioso. Molto spesso, questa grandissima apertura sensoriale lo porta ad intossicarsi di contenuti senza filtro. Il sonno di una persona Aspen è frequentemente disturbato da incubi o anche sonnambulismo, nell’attività onirica infatti, il piano astrale supera la coscienza psichica e, come scrive la Scheffer, si carica di contenuti collettivi, di simboli, archetipi, superstizioni, dei nostri personali concetti di paradiso ed inferno, e molto altro ancora. Aspen non sa spiegarsi del tutto questa sua percezione, sa che è presente fin da piccolo e non avendola elaborato non riesce ad avere una relazione serena con l’aspetto magico/esoterico, è un rapporto di odio/amore. Aspen guarisce dalla paura della paura. 

Le parole che lo descrivono

Presagio, premonizione, paura di origine sconosciuta, affanno, afflizione, ansia, inquietudine, preoccupazione, pena, tormento, cruccio,  timore, tensione, sospetto, apprensione.

La sua lezione

L’incarnazione ci ha portati a separarci dalla Fonte e questo senso di lontananza, di distacco è ciò che per tutta la vita portiamo dentro, nella ricerca affannosa di qualcosa/qualcuno che ci faccia nuovamente sentire integri (es. relazioni, lavoro, passioni totalizzanti). Aspen aiuta a ritrovare quella pienezza, la percezione di interezza così da poter ritrovare quella fiducia assoluta, che guarisce la paura. Quando si riesce a dissolvere per qualche istante l’Io (attraverso la meditazione, il respiro etc…) si percepisce con chiarezza l’unione con il Tutto, l’unione con il Sé Spirituale, e la perfezione di ogni cosa esattamente per quella che è, la paura scompare perché la paura è solo la mente che ci fa credere di essere disconnessi dalla Sorgente.

Dice spesso e volentieri
  • A volte percepisco delle strane presenze
  • Sta per succedere qualcosa di terribile!
  • Ho paura del futuro e di quello che potrebbe accadere
  • Mi prendono dei momenti di angoscia inspiegabile in certi luoghi…
  • Ho paura della paura
  • Lo sento! E’ così!
La forma e il gesto del fiore

E’ un albero che fiorisce da fine febbraio a metà marzo, ha un aspetto delicato e fragile, aperto. Cresce in climi estremi quasi lottando per trovare il suo posto. Le sue foglie sono caratterizzate da un tremore al vento, questo oscillare è connesso alla paura che lo caratterizza. Si dice che il suo legno sia stato usato per costruire la Croce. La sua corteccia liscia presenta dei segni simili alle rune, o comunque simboli misteriosi, ad occhi che vedono oltre l’invisibile, mentre i fiori sono ricoperti da peluria e ne denotano la particolare sensibilità, anzi sensitività. Cerca la luce e le sue radici sono molto superficiali, è quindi poco radicato nel terreno, nel mondo materiale, il rimedio conferisce una vera e propria protezione in merito alle paure del mondo soprannaturale.

I disturbi

Depressione, ansia grave, insonnia, paura di malattie inesistenti, tachicardia, apnea, sonnambulismo, incubi, terrore notturno, oppressione al plesso solare, tremori, vertigini, angoscia, difficoltà a deglutire per ansia, problemi respiratori dovuti all’ansia, manie di persecuzione.

Occasionalmente, quando?

Occasionalmente è utile in situazioni in cui si percepiscono paure vaghe e indefinite, non per qualcosa di oggettivo, utile in caso di contatti spiacevoli con l’occultismo, pratiche non ortodosse in ambito energetico, oppure a seguito di uso di droghe. In generale utile come protettore astrale. Aiuta nelle psicosi a seguito di esperienze particolari. Per trattare tutte le paure di origine sconosciuta, ancestrali, indefinibili.

I bambini e gli animali

Adatto ai bambini sensibili che vivono la paura dell’indefinito nel buio, nell’ignoto, che hanno incubi, sono molto connessi alle dimensioni sottili ma si sentono come indifesi, hanno timore di restare soli; per gli animali che hanno paura di una minaccia incombente, di forze invisibili a cui magari improvvisamente abbaiano e che ha un sonno agitato, con incubi.

Il principio transpersonale

Dissoluzione nel senso della paura della morte come dissoluzione dell’Io. Ma anche come necrosi dei tessuti, nell’anoressia, nelle psicosi e in tutte le percezioni extracorporali.

Dove nasce l'inghippo

L’io emozionale prevale ipnotizzato dalle immagini interiori negative e da paure inconsce indefinite, così non riesce a ricevere aiuto dall’io mentale che è come in trance.

Il pensiero che cura

Sono protetto dal mio Angelo Custode e da qualcosa di più grande che mi ama e mi sostiene, il mio cuore è pieno di fiducia e forza, la luce che ho dentro può illuminare qualsiasi oscurità.

Oltre al fiore

Attività che connettono al corpo e alla terra come lo sport, il giardinaggio, la cucina, la ceramica etc. Evitare ciò che stimola la percezione immaginativa in senso negativo, alcol, droga, film dell’orrore, troppo sole etc…

Le parole di Edward Bach

Per chi soffre di timori vaghi e sconosciuti per i quali non c’è ragione o spiegazione. Il paziente può essere terrorizzato da qualcosa di terribile che, secondo lui, sta per accadergli, ma non riesce a definire. Queste paure imprecisate e inspiegabili possono ossessionarlo sia di notte che di giorno. Chi ne soffre ha spesso timore di raccontare la propria pena agli altri.