Archivio mensile:Settembre 2014

Guaritori, aiutanti e assistenti

Voi soffrite a causa vostra.

Edward Bach

I Fiori di Bach sono 38, Bach in una prima fase li suddivise in 12 guaritori, 7 aiutanti e 19 assistenti

I 12 guaritori sono fiori tipologici, animici, la cui virtù corrisponde alla lezione della nostra vita. Uno è il fiore guaritore per ciascuno di noi, così come una è la lezione che il nostro Sè superiore ha scelto di incontrare attraverso il suo personale programma d’incarnazione.

[Agrimony, Centaury, Cerato, Chicory, Clematis, Gentian, Impatiens, Mimulus, Rock Rose, Scleranthus, Vervain, Water Violet]

I 7 aiutanti sono fiori che aiutano ad osservare le cristallizzazioni che ciascuno di noi ha sviluppato per difendersi dal dolore, essi ci aiutano ad andare oltre le nostre resistenze.

[Gorse, Heather, Oak, Olive, Rock Water, Vine, Wild Oat]

I 19 assistenti sono fiori che rappresentano il nostro dolore più cronico, la sofferenza che proviene dalle nostre forme pensiero inefficaci, a loro volta derivanti dal nostro modo errato di interpretare la realtà.

[Aspen, Beech. Cherry Plum, Chestnut Bud, Crab Apple, Elm, Holly, Honeysuckle, Hornbeam, Larch, Mustard, Pine, Red Chestnut, Star of Bethlehem, Sweet Chestnut, Walnut, White Chestnut, Wild Rose, Willow]

I primi due gruppi si ottengono tramite il metodo della solarizzazione, ossia posizionando delicatamente le corolle dei fiori o le parti della pianta dentro una ciotola d’acqua posizionata al sole, in tal modo l’informazione vibrazionale del fiore viene ceduta all’acqua che rappresenta il vettore per la trasmissione energetica, insieme alla luce.

Il terzo gruppo viene estratto invece tramite il metodo della bollitura, in questi fiori si introduce quindi l’elemento del fuoco, nella sua qualità alchemica di trasformatore, ma anche ad indicare l’intensità della sofferenza e delle tematiche.


Bach suddivise in un secondo momento i fiori in settenari, egli conosceva l’importanza del numero 7: numero perfetto, magico, legato alla comunicazione divina e alla creazione, un numero che appartiene in qualche modo ad un ordine superiore e ci connette alla dimensione spirituale.

Individuò quindi 7 archetipi o gruppi emozionali e le virtù corrispondenti da sviluppare:

1. la paura / la capacità di comprendere e valutare [Rock Rose, Mimulus, Cherry Plum, Aspen, Red Chestnut]

2. l’ incertezza / la fiducia in sé stessi [Cerato, Scleranthus, Gentian, Gorse, Hornbeam, Wild Oat]

3. lo scarso interesse per il presente / la vitalità e la consapevolezza [Clematis, Honeysuckle, Wild Rose, Olive, White Chestnut, Mustard, Chestnut Bud]

4. la solitudine / l’appagamento in sé stessi [Water Violet, Impatiens, Heather]

5. l’ipersensibilità alle influenze e alle idee altrui / l’equilibrio emotivo [Holly, Walnut, Centaury, Agrimony]

6. lo scoraggiamento o la disperazione / la fede e la speranza [Crab Apple,Oak, Willow, Star of Bethlehem, Sweet Chestnut, Elm, Larch, Pine]

7. l’ eccessiva preoccupazione per altri / la giusta considerazione [Rock Water, Beech, Vine, Vervain, Chicory]


Il Rescue Remedy è una sinergia d’emergenza che Bach creò come rimedio di pronto soccorso. E’ composto da 5 fiori: Clematis, Cherry Plum, Star of Bethlehem, Rock Rose, Impatiens.

E’  utile nei casi di traumi o shock come brutte notizie improvvise, incidenti, attacchi d’ansia o di panico etc. Non sostituisce il trattamento floriterapico e va considerato nella sua accezione di emergenza.

Nella Rescue Cream ai 5 fiori è aggiunto anche Crab Apple. E’ l’equivalente del rimedio di emergenza ma sottoforma di crema.

E’ utile per tutti quei problemi di pelle che richiedono un intervento immediato come le punture di insetti, le scottature, le contusioni, le piccole ferite, l’escoriazioni, le cicatrici, le piaghe etc.

Occuparsi dei propri affari

Riesco a trovare solo tre tipi di affari nell’universo: i miei, i tuoi e quelli di Dio. (Per me, la parola Dio significa “realtà”. La realtà è Dio perché è al comando. Tutto ciò che è al di là del mio controllo, del tuo controllo e del controllo di chiunque altro ― io lo chiamo gli affari di Dio)
Gran parte del nostro stress deriva dal vivere mentalmente fuori dai nostri affari. Se penso “Dovete trovarvi un lavoro, voglio che siate felici, dovete essere puntuali, avete bisogno di prendervi più cura di voi stessi”, sono nei vostri affari. Se mi preoccupo dei terremoti, delle inondazioni, della guerra o di quando morirò, sono negli affari di Dio. Se sono mentalmente nei vostri affari o in quelli di Dio, il risultato è la separazione. Me n’ero accorta all’inizio del 1986. Quando andavo mentalmente negli affari di mia madre, per esempio, con pensieri come “Mia madre dovrebbe capirmi”, provavo immediatamente un senso di solitudine. E capii che ogni volta che mi ero sentita ferita o sola, nella mia vita, ero stata negli affari di qualcun altro.
Se tu vivi la tua vita e io vivo mentalmente la tua, chi vive la mia qui? Siamo entrambi là. Essere mentalmente nei tuoi affari m’impedisce di essere presente ai miei. Mi separo da me stessa chiedendomi perché la mia vita non funziona.
Pensare di sapere che cosa sia meglio per chiunque altro, è essere fuori dai miei affari. Anche se è in nome dell’amore, è pura arroganza; e il risultato è tensione, ansia e paura.

So che cos’è giusto per me? Questo è il mio unico affare.

Lascia che mi occupi di questo, prima di cercare di risolvere i tuoi problemi al posto tuo.
Capire i tre tipi di affari a sufficienza per restare nei tuoi, libererà la tua vita in un modo che non puoi nemmeno immaginare. La prossima volta in cui ti sentirai stressato e a disagio, chiediti negli affari di chi sei mentalmente e probabilmente scoppierai a ridere. Questa domanda può riportarti a te stesso. E forse vedrai che non sei mai stato realmente presente, che hai vissuto mentalmente negli affari degli altri per tutta la vita. Solo notando che sei negli affari di qualcun altro, può riportarti al tuo meraviglioso sé.
Mettendolo in pratica per un certo periodo, potresti scoprire che non esiste nemmeno un tuo affare, e che la tua vita va perfettamente avanti da sola.

[tratto da Il Piccolo Libro – The Work of Byron Katie]
[immagine di Laura Bernardi]