Archivio mensile:Luglio 2014

Risvegliarsi alla Presenza

Tutte le cose sono reciprocamente intrecciate, il loro legame è sacro e quasi nessuna cosa è estranea ad un’altra. Si trovano, infatti, armonicamente ordinate e insieme danno ordine e bellezza al medesimo mondo. E quest’ultimo è unico, formato da tutte le componenti, unico è il dio che le attraversa tutte quante, unica la sostanza e unica la legge, la ragione comune a tutti i viventi intelligenti, unica la verità, se è vero che una sola è la perfezione dei viventi aventi medesima natura e partecipanti alla medesima ragione.

Marco Aurelio

La mia vita mi ha sempre più condotta a fare esperienza della potenza che ha l’essere Presenti.
Quando siamo Presenti a ciò che accade le guarigioni avvengono in maniera del tutto spontanea.
Non vi è bisogno di terapeuti, di verità, di tecniche.
Il dramma si smaschera da solo, quel che rimane è una risata leggera.
È quel sorriso che spesso viene raffigurato nelle immagini dei Maestri, che disidentificandosi dai ruoli hanno conosciuto l’Illuminazione, che altro non è che una Presenza totale, semplicemente Essere togliendosi di mezzo.

Quando siamo in questo spazio di Presenza e ne facciamo esperienza nel corpo, possiamo accogliere tutto ciò che c’è, non abbiamo bisogno di complicarci la vita a cercare le cause, smettiamo di dare tutta questa importanza ai ruoli, alle nostre piccole ma fondamentali ragioni da sostenere (che quasi sempre altro non sono che le nostre piccole nevrosi).

Se siamo davvero Presenti possiamo osservare come siamo continuamente concentrati sugli altri, su ciò che è giusto per loro, insopportabile per noi, diamo giudizi, esprimiamo opinioni, così sfuggiamo continuamente a quanto accade in noi.

Quella sofferenza che si è addensata ha formato il nostro corpo di dolore, che altro non è che quella voragine energetica da cui spesso ci facciamo risucchiare, incantati dal nostro piccolo grande dramma personale di cui l’ego si nutre ferocemente e insaziabilmente.

Ci serviamo come carburante delle lamentele e dell’amarezza, delle ideologie, dei nemici, delle etichette, rifugiandoci dentro concetti astratti ma efficacissimi a rafforzarlo, concetti come l’ingiustizia, la morale, il giudizio.
Contribuiamo a creare un’ipnosi collettiva dentro cui addormentarci sempre di più.

L’ego finisce a dominare i nostri pensieri e le nostre azioni, sempre più bisognoso di conferme ci sposta continuamente nel tempo per sedarsi, facendoci credere che domani o ieri la nostra vita avrà il riconoscimento che merita, bloccati negli eventi passati come alibi per non vivere oggi e proiettati nel domani spostando nel futuro e nell’arrivo di qualcosa/qualcuno la tanto agognata felicità.

Tutto questo è solo un modo per toglierci ancora la responsabilità piena di noi stessi e ancor prima la libertà.

Le relazioni così ad esempio, diventano un mutuo soccorso per abbeverarsi reciprocamente al dolore dell’altro, con ruoli che sempre si incastrano alla perfezione per questo tacito contratto.
Finiamo a dimenticarci del perché ci siamo innamorati di qualcuno più presi dall’ansia di correggerlo e modellarlo come una nostra proprietà e comunque continuare a lamentarci di lui/lei.
Trasformiamo la nostra vita in un teatro ove inscenare la tragedia e mettervi accadimenti, persone, situazioni, malattie a poterlo animare.

Il cambiamento, la felicità, la salute avvengono solo nell’Adesso. Mai è esistito un tempo diverso dal Presente, non nella realtà.

Ecco cosa significa non credere alla propria malattia per guarire davvero e con semplicità. Ecco perché una guarigione non avviene mai al di fuori della responsabilità individuale.

E sono davvero quella resa, quella Presenza a guarire, mai un medico, un farmaco, un terapeuta, un fiore, un esame, un’analisi.

Noi attraverso la nostra Presenza incondizionata alla vita, comunque essa arrivi, possiamo finalmente fluire senza limiti e compiere un passo nella leggerezza, un passo fuori dall‘idea di noi e veramente dentro di noi.

[Immagine Josee Bisaillon]

Principi di Fisica Moderna nella Visione Psicosomatica

Le mie ossa sono minerali, i miei tessuti connettivi sono vegetali, il mio sangue e i miei organi sono animali, il mio encefalo è umano. Questo insieme coordinato appartiene alla Natura, ma il Tutto interpretato è fuori dalla Natura. La Natura è la forma simbolica di ciò che è fuori dalla Natura.

René Adolphe Schwaller de Lubicz

La Teoria dei Quanti

Ha dimostrato che tutta la materia esistente possiede una duplice natura. Essa si può manifestare sia sotto forma di energia (onda elettromagnetica) che come corpo fisico (corpuscolo). Fra sostanza e forma, fra energia e materia non esiste alcuna separazione.

Visione psicosomatica

Anche tra mente e corpo non esiste alcuna separazione. Sono l’espressione di un’entità unica.

Il Principio di Indeterminazione

Stabilisce che le proprietà corpuscolari e ondulatorie di una particella elementare non possono essere osservate contemporaneamente, quando se ne considera una l’altra sfuma.

Visione psicosomatica

L’individuo, come la particella, vive la duplicità del proprio essere, egli può esprimersi come energia (mente/emozioni/spirito) o come materia (corpo) e rimanere nel contempo un’entità unica.

Per analogia all’inconscio e all’intuito corrisponde l’aspetto ondulatorio/energetico mentre la parte logico-razionale è ancorata alll’aspetto fisico/corpuscolare.

La relazione osservatore/osservato

Stabilisce che nessuna misurazione è neutra: se tentiamo di misurare la posizione di una particella non possiamo fare a meno di interagire con essa scaraventandola fuori dalla sua traiettoria e perdendo in questo modo le informazioni sulla sua velocità.

Quindi il concetto di oggettività non ha di fatto alcun senso e insieme a questo una grandissima parte del nostro modo consolidato di riferirci alle cose. Tutte. Esistono punti di vista, non Verità assolute. In tutti gli ambiti.

Visione psicosomatica

Anche il terapeuta non può entrare in relazione con il paziente senza interferire col processo. In tal senso non può essere mai sostenuta la neutralità del terapeuta.

Dimensioni sottili – paradosso del vuoto non vuoto

Il vuoto, così come è stato descritto dalla fisica classica, è una pura congettura, perchè le osservazioni sperimentali hanno dimostrato che tutto lo spazio dell’Universo conosciuto risulta occupato da un campo energetico pullulante attività, una materia invisibile ma pensante, che costituisce una dimensione nascosta della realtà e la influenza; il fatto che non sia visibile ad occhio nudo non significa affatto che non ci sia e non sia determinante e complementare alla realtà ordinaria.

Visione psicosomatica

Se il mondo della materia-corpo non può essere separato dal mondo dell’energia-psiche, vuol dire che la distinzione tra universi differenti e paralleli è arbitraria e che in realtà essi rappresentano le due manifestazioni possibili di un Universo unico, quello psicofisico.

Sincronicità

E’ un concetto che fa da contrappeso al concetto di causalità. La sincronicità è un modello di pensiero per comprendere processi non razionali e non causali, una modalità per individuare il nesso a-casuale degli eventi.

Definiamo la sincronicità come la coincidenza temporale di due o più eventi non legati da un rapporto causale, che hanno uno stesso o un analogo contenuto di senso.

Possiamo quindi considerare il rapporto tra psiche e corpo, tra processi psichici e fisici con questo presupposto: come fenomeni sincronici.

In altre parole, semplificando moltissimo: non ho mal di stomaco in conseguenza al mio essere arrabbiato ma rabbia e mal di stomaco sono due espressioni sincroniche che si manifestano attraverso la loro analogia di senso.

[Immagine Laura Bernardi]

E tu sei libera/libero davvero?

Tutte le cose altro non sono se non ciò che noi pensiamo che siano e quindi tutte le cose sono quello che vogliamo che siano.
Perciò, tutte le volte che vuoi, smetti di dare un significato alle cose in base a ciò che pensi, sopprimi cioè le opinioni che ti fai intorno a esse e, come chi ha doppiato il promontorio, troverai un mare calmo, un’assoluta tranquillità e un’insenatura riparata dai flutti.

Marco Aurelio

Dentro di noi la vita si genera, si svolge e si sviluppa senza alcuno sforzo. Da seme diventiamo embrione, neonata/o, bambina/o, donna/uomo, senza nemmeno accorgercene, guidati da un’ intelligenza innata. Cultura, educazione, società, morale producono invece la cosìdetta intelligenza cerebrale che molto spesso è il luogo dove ci imprigioniamo in un labirinto di identificazioni e condizionamenti che finiamo a credere siano il nostro Io reale.

La Salute in senso profondo è un’armonia psicofisica che può nascere, come la felicità, non da un processo razionale ma dalla nostra capacità di attingere a quella Fonte preziosissima e sempre disponibile di forze che  ci conduce a divenire ciò che veramente siamo, senza alcuno sforzo, lasciandoci fluire senza ostacolare la nostra naturale evoluzione e recuperando invece il nostro Sè superiore, il senso profondo di noi stessi, il nostro Oro.

Per fare questo è necessario superare sistemi di credenze, aspettative e proiezioni nostre e altrui, sviluppare una chiarezza di visione aprendoci a un modo nuovo di guardare le cose, più ampio e simbolico. Una modalità che recuperi facoltà innate in noi di autonomia anche in riferimento alla Salute e al nostro modo di curarci in armonia con il resto del Creato. Abituati come siamo a delegare agli altri o alle ideologie le nostre verità, l’orientamento politico, religioso, sessuale, le diagnosi, le cure.

E’ come se la società avesse bisogno (per motivi di varia natura meno che per il nostro bene) e noi con lei di irrigidire i nostri bisogni dentro una oggettività scientifica che li renda così più veri, più riconosciuti e non basti invece che essi siano semplicementi veri per noi, e possano non essere semplicementi veri per qualcun altro. Se riuscissimo a rispettare questa interdipendenza elimineremmo la maggior parte dei conflitti (e le conseguenti malattie), delle intolleranze (anche quelle alimentari che vanno così di moda!) e delle ingiustizie di cui tanto ci scandalizziamo.

Penso sia molto importante questo processo di laicizzazione interiore da tutti i dettami e le convinzioni che crediamo essere l’unica realtà possibile e contemporaneamente imparare a rendere sacro il Presente, attraverso la gratitudine per quanto abbiamo già a disposizione e attraverso delle scelte che siano davvero responsabili, sentite e giuste per noi stessi, in armonia e risonanza con la nostra parte più vera dell’ Essere.

Questa è la mia visione di Naturopatia Olistica, nel mio modo di fornire tale servizio cerco di accompagnare le persone a osservare prima e ridisegnare creativamente ed autonomamente poi, il proprio personalissimo Sentiero e Sogno utilizzando alcuni strumenti che il variopinto e magnifico linguaggio di Madre Natura mette a disposizione di tutti i noi.

[Immagine Selda Marlin Soganci]

L’anatomia sottile

Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta.

Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde.

Vasilij Kandinskij

L’Aura

L’ aura si può definire come un campo colorato a forma ovoidale, più o meno esteso che racchiude i corpi sottili e che circonda il corpo fisico. I colori più vicini al corpo fisico generalmente si presentano più intensi, e gradualmente, nella misura in cui si allontanano dal corpo fisico, diventano più impercettibili fino a dissolversi.
Nell’ aura troviamo l’energia relazionata alla condizione dell’individuo, da questa si può vedere lo stato di salute fisica, emozionale mentale e spirituale. L’aura generalmente muta i suoi colori, ciò dipende da come la coscienza si espande o si chiude. Nella visione dell’Aura Soma, l’aura è formata da tre componenti: Il campo elettromagnetico, il corpo eterico e il corpo astrale.

Il Campo Elettromagnetico

È il campo energetico del corpo fisico, lo circonda ad una distanza di 3-5 mm. È su di esso che, oltre al corpo fisico, agiscono gli oli Equilibrium dell’Aura Soma e le Pomanders.

Il Corpo Eterico

È il campo sottile successivo e contiene la breccia eterica, è collocato a circa venti centimetri dal corpo fisico. La sua consistenza è molto più sottile del campo elettromagnetico e la sua dimensione è più stabile. I cambiamenti in questo corpo avvengono più lentamente. È qui che sono registrate le memorie delle vite passate e tutti i traumi e le ferite subite. Agisce come cassa di risonanza del corpo fisico. È in questo corpo che le Pomanders dell’Aura Soma sono particolarmente attive.

Il Corpo Astrale

È il terzo corpo sottile e si trova a circa trenta centimetri dal corpo fisico ed anche qui sono registrate tutte le memorie delle vite passate, specialmente quelle connesse agli stati di super-coscienza realizzati in quei tempi.
Contiene le ali d’angelo su cui agiscono le Quintessenze dei Maestri perché possono risvegliare le nostre aspirazioni spirituali più elevate, che hanno accompagnato le nostre esistenze.

La Vera Aura

È l’imprinting energetico che circonda la prima cellula, è la Vera Aura che passa di vita in vita, è situata circa due centimetri sopra l’ombelico e circa due centimetri all’interno, brilla con uno o due colori ed è come una stella al centro del proprio essere, qui è contenuta l’eterna essenza dell’anima, in una spirale di evoluzione che le nostre esistenze devono percorrere.

AuraSoma_554x1034[Immagine Anatomia sottile/Aura-Soma e Deanna Halsall]

Il Simbolo di Reiki

Reiki è un Sistema di Guarigione Naturale e Crescita Spirituale, riscoperto da Mikao Usui, un monaco nato in Giappone nel 1865. E’ una disciplina orientale che si basa sull’ipotesi che l’essere umano possa diventare, attraverso diversi livelli di attivazione, un canale di trasmissione di energia cosmica e possa sfruttarla a scopi terapeutici. (Zingarelli 2002)

Reiki è una parola che nasce dall’unione di REI: energia universale, forza divina, macrocosmo e da KI: energia individuale, forza interiore, microcosmo. Reiki è una via che offre la possibilità di riconoscere l’unità, propria dell’uomo tra corpo, mente e spirito e che consente lo sviluppo delle virtù spirituali di comprensione, amore, rispetto per se stessi e per gli altri, per la vita e per ogni creatura vivente. Reiki consente all’organismo di mantenere attive le sue naturali forze di salute e può essere utilmente praticato anche durante la gravidanza, ai bambini e agli animali.

Reiki è un percorso di crescita spirituale che porta naturalmente ad un benessere globale di tutti i piani di cui si compone l’organismo dove il conflitto rappresenta una componente strutturale e creativa, che ha un preciso contenuto importante da decodificare per l’ evoluzione.

Si narra che Mikao Usui abbia tratto l’essenza di Reiki dal Sutra del Cuore.

Il modo più semplice e affascinante per avvicinarsi al significato di Reiki è tracciarne l’ideogramma secondo i principi dello Shodo l’Arte della Calligrafia Giapponese e leggerlo come si legge una storia.
L’ideogramma è un insieme di segni, linee che simboleggiano un’idea, è interessante comprendere il senso di ogni singolo segno, che sintetizza ed evoca una realtà più vasta.

Il primo segno che appare è il Cielo, il principio creatore, l’azzurro e le sue sfumature, l’inizio. reiki cielo

I due segni successivi sono le nuvole che si muovono nel Cielo, che possono rappresentare il movimento dei pensieri nella mente umana e poi un fulminereiki nuvoleil deciso tratto centrale, dall’alto in basso, che simboleggia la volontà, la scelta, la direzione che può creare la crisi, la trasformazione, le lacrime: ed ecco le quattro gocce di pioggia.
E poi le bocche degli uomini reiki boccheche ringraziano Dio nella preghiera, accolgono i doni del cielo: la pioggia che dona la vita, che consente agli alberi di accogliere la luce, di fiorire e fruttificare.

Ora l’uomo non è più simboleggiato solo da una bocca    ma dalla sua individualità

Ecco il tempio con due uomini che in un luogo sacro condividono il proprio sentire.

Queste sono le linee che simboleggiano Rei: energia universale, forza divina, macrocosmo.

Cielo, nuvole, pioggia li ritroviamo anche nel simbolo KI. E’ presente l’acqua che appare come flusso, come insieme di gocce rappresentata ora con un’unica linea diretta verso il bassocome a mostrare la discesa sulla terra ed anche verso l’alto, come ad indicarne l’evaporazione, il ricondensarsi in nuvole nella danza del ciclo vitale.

E qui il chicco di riso, simbolo dell’essenza interiore, del seme che grazie alla pioggia, all’energia del sole, della luce, germoglia, si radica, si espande, vive.

Questo è l’ideogramma giapponese che rappresenta il KI: energia individuale, forza interiore, microcosmo.

Reiki è l’unione tra REI e KI


L’energia di Reiki va a nutrire quel seme che è dentro di noi, che rappresenta la nostra più intima essenza che sa cosa fare, dove andare e cosa vuole.
Reiki insegna che siamo noi i guaritori di noi stessi, che la crisi, il dolore, il pianto fanno parte del processo vitale così come la felicità e il sorriso.

Reiki insegna la responsabilità delle proprie scelte e il coraggio di esprimere in ogni momento la propria verità.
Reiki offre la possibilità di comprendere la causa profonda della malattia, del disequilibrio, della tristezza, della noia visti come compagni da ascoltare e non come nemici da combattere.

Entropia e Sintropia

In ogni caos c’è un cosmo, in ogni disordine un ordine segreto.

Carl Gustav Jungda PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-12222>

La trasformazione poggia su due principi o direzioni dell’energia stessa: l’Entropia (EN – dentro – TROPOS – direzione) forza distruttiva – disgregante e la Sintropia (Sin – insieme) ricostruzione.

Spesso questo passaggio avviene attraverso una crisi (la parola deriva da rottura/scissione e anche evoluzione), quando si è nella sofferenza si scopre spesso cosa siamo venuti a fare, è proprio in questi momenti che agganciamo il nostro compito, rimettendoci nel flusso cosmico, si tratta di un passaggio alchemico, è l’opera al nero che conduce alla scoperta del proprio oro interiore.

La vita ci chiama a sentirci pronti a scoprire la nostra verità.

Questo processo è quanto Jung definì processo di individuazione conseguibile superando la dualità conflittuale.

Per superare questa visione separativa e conflittuale, è necessario recuperare modelli di pensiero perduti, analogico-simbolici, le matrici intuitive e percettive.
Ed è così che funziona la psiche. Appartengono infatti all’emisfero destro del cervello la sincronicità, il non verbale, il modello sintetico e concreto, il pensiero analogico, l’irrazionalità, l’aspetto atemporale e spaziale, l’intuizione, la visione olistica e circolare, il femminile, il notturno, i sogni, i simboli, la fiducia nel sentire.
Mentre riguardano l’emisfero sinistro del cervello il verbale, l’astratto, la logica, il pensiero analitico, lineare, l’aspetto temporale e spaziale, la razionalità, , il dubbio, il maschile, il giorno.

La floriterapia ci accompagna nel viaggio di osservazione di queste nostre parti, è d’aiuto nell’ illuminare le zone d’ombra e promuove la loro armonizzazione.

Ci permette di prendere coscienza delle nostre forme pensiero cristallizzate, delle emozioni distruttive e del malessere interiore, catalizza il superamento delle resistenze ed infine ci conduce a riconoscere il nostro programma d’incarnazione restituendo il filo dorato a chi desidera rinascere ed evolvere attraverso la propria responsabilità individuale.

[Immagine Davide Querin]

La malattia come rottura e riparazione

La malattia non è una crudeltà in sé, né una punizione, ma solo ed esclusivamente un correttivo, uno strumento di cui la nostra anima si serve per indicarci i nostri errori, per trattenerci da sbagli più gravi, per impedirci di suscitare maggiori ombre, per ricondurci sulla via della verità e della luce, dalla quale non avremmo mai dovuto scostarci.

Edward Bach

Tutta la Creazione è un atto di Consapevolezza.

La floriterapia si inserisce in questo principio Divino attraverso il risveglio e la comprensione esperienziale della realtà. La coscienza stessa è infatti energia e informazione, in questo modello nulla è stabile e tutto in cambiamento, come ci insegna la Natura nella sua costante trasformazione.

Nell’Universo la danza della Vita e della Morte sono un ininterrotto moto di trasformazione che tende sempre all’equilibrio. In questo la vera lezione è imparare a stare nel flusso dell’esistenza. Un viaggio nell’ignoto dove l’origine, il punto zero è rappresentato dal silenzio, dal vuoto, dal non-manifesto, dall’uovo cosmico che entrando in vibrazione con se stesso muta da zero a uno esprimendo la coscienza di Sé. In seguito l’uno si frammenta in due e così nelle infinite possibilità generate dalla potenza espansiva primaria. Gli opposti quindi incontrandosi si completano, le forze si bilanciano e non si confliggono, dal momento che l’origine è la stessa unità essenziale.

Qui si pone la malattia, come una rottura di questa Unità primaria.

Nella visione circolare siamo all’interno di un meccanismo che implica l’unione delle forze Contraria sunt complementa.

La Salute diventa quindi la tendenza a questa armonia, dove il buio non deve essere rimosso nè giudicato ma posto in relazione complementare alla luce. La funzione del fiore è quella di integrare l’informazione nel sistema e riorganizzare il caos per uscirne trasformato.

Il caos stesso è uno stato primogenito dell’ordine.

Bach sosteneva prima di chiederti qual è la tua malattia chiediti perché sei venuto qui.

[Immagine Michael Morgenstern]

Cosa sei venuto a fare qui?

La salute dipende dall’essere in armonia con la nostra anima. Se seguiamo i nostri veri istinti, desideri, pensieri, aneliti, non conosceremo altro che gioia e salute. E’ il permettere l’interferenza di altre persone che impedisce di ascoltare i dettami della nostra anima, e che porta disarmonia.

Edward Bach

Bach identifica nell’Anima l’Io reale dell’uomo, un’Anima che è scintilla divina e che ci guida lungo la strada che dobbiamo percorrere in questa vita, dandoci coraggio e proteggendoci. Secondo Bach questo passaggio sulla terra che chiamiamo vita è solo un momento della nostra evoluzione, come un giorno di scuola può esserlo in confronto ad una vita intera.
La sofferenza e la malattia derivano dall’errore di non rispettare le direttive dell’Anima, cioè essere divisi dal nostro Sè superiore, o dall’agire contro l’Unità, che egli descrive così: il Creatore di ogni cosa è Amore e tutto quello che percepiamo ne è, nella sua infinita varietà di forme, una manifestazione, che si tratti di un pianeta o di un ciottolo, di una stella o di una goccia di rugiada, dell’uomo o della più umile forma di vita.
Quando la nostra personalità non è in collegamento con l’Anima, si instaura un conflitto, che è alla radice di ogni malattia e infelicità.
Bach pone in primo piano il compito che ci viene assegnato dall’Anima e il dovere di proteggerlo dalle influenze esterne, cercando al nostro interno la saggezza e la vera conoscenza che derivano dalla nostra interiorità.
Il concetto di malattia è quindi quello di un evento non materiale, che si manifesta nel corpo come il risultato di forze che hanno lungamente agito su altri piani; un trattamento materialistico produrrà solo un giovamento temporaneo, non andando ad incidere sulla vera causa del male.
Bach dice la malattia è essenzialmente il risultato di un conflitto fra l’Anima e la Mente e non potrà mai essere estirpata se non con un lavoro di tipo spirituale e mentale, ed anche che la sofferenza è un’opportunità per capire ciò che in altre maniere non siamo stati capaci di cogliere e non potrà venire meno sino a che non avremo imparato la lezione.
Egli individua la vera malattia nei difetti quali orgoglio, crudeltà, odio, egoismo, ignoranza, instabilità e avidità.
La terapia secondo Bach consiste però, non nel battersi contro un difetto ma nel superarlo con l’aiuto della virtù opposta alla cattiva inclinazione.
I fiori corrispondono ad archetipi, a qualità spirituali presenti in ogni essere umano e grazie alla loro frequenza vibratoria sono in grado di risvegliare in noi le qualità latenti corrispondenti.
Queste qualità evocate si pongono nel ruolo di equilibrare ed armonizzare i nostri stati mentali negativi.
Lavorano quindi attivando l’immagine archetipica del fiore, semina un pensiero e raccogli l’azione.
Questo coltivare immagini e figure mentali positive produce una condizione fisica ed emotiva nonché un atto esterno ad essa corrispondente, così con il tempo e con la presenza cosciente assisteremo ad una magnifica trasformazione della personalità che ci condurrà sempre di più vicini alla nostra più intima natura.

Con l’aiuto delle Essenze diventeremo sempre più noi stessi.

[immagine Bruno Mallart]

La preparazione delle Essenze, come funzionano, la posologia

La semplicità è la chiave di questo sistema di guarigione. Chi voglia ricavare il massimo vantaggio da questo dono di Dio deve mantenerli nella loro originale purezza, immuni da ogni teoria e considerazione scientifica, perché nella natura tutto è semplice.

Edward Bach

Bach utilizzerà diversi metodi per la preparazione dei rimedi floreali, al fine di trasmettere l’informazione energetica all’acqua, il primo la solarizzazione ossia riempiendo una ciotola d’acqua purissima e lasciandovi cadere le corolle direttamente dallo stelo, esponendole al sole per qualche ora e poi filtrando e miscelando con del brandy. Il secondo quello della bollitura, portando il fiore o la pianta a rilasciare il suo messaggio attraverso l’elemento del fuoco che certamente costituisce a sua volta un’intensificazione della tematica, della sofferenza, una vera e propria opera al nero alchemica.

I rimedi floreali non sono basati su un principio attivo di natura chimico – fisica e non contengono alcuna molecola all’infuori di quella del supporto (di solito acqua) e del conservante (di solito alcol o aceto), ciò che contengono è un’ informazione energetica.
I rimedi floreali equivalgono in un certo modo a rimedi omeopatici alla massima diluizione.

Ogni Fiore ha una vibrazione che rappresenta un dono per gli altri esseri viventi, una vibrazione che è in grado di armonizzare una frequenza che si è scordata o bloccata. Oggi esistono decine di set di Essenze Floreali ma i Fiori di Bach sono in assoluto i più conosciuti, i più studiati e quelli che hanno l’effetto più delicato e meno invasivo fra tutti i Fiori, ma a mio avviso quello più archetipico e quindi con una valenza più Universale.

Le essenze fungono da suggerimento fornito all’anima della persona per convincerla a rimuovere l’ostacolo alla forza guaritrice interna; quando essa accetta il suggerimento la sua forza guaritrice si riattiva e il beneficio diventa evidente.

L’utilizzo dei fiori può avvenire per via interna tramite assunzione orale oppure per via topica ed infine aerea.

Ogni cura è personalizzata perché i fiori vengono miscelati tra loro a seconda della personalità e degli stati negativi che devono essere riequilibrati. Non esiste una cura standard. Così come non esiste una persona uguale ad un’altra.

La sinergia è un principio  molto speciale, irripetibile, qualcosa di unico e di molto più complesso della semplice somma dei singoli principi.

E’ come immaginare un’orchestra che suona o pensare al singolo suono degli strumenti, sono due immagini assai diverse.

Preparazione dei fiori e posologia.

Nella preparazione della sinergia per bocca si usano solitamente boccette da 30 ml riempite per 2/3 di acqua e 1/3 di brandy (o aceto di mele in caso di bambini e/o presenza di intolleranze all’alcool), si aggiungono 3 gocce per ogni fiore che compone la miscela (per il repertorio di fiori australiani si aggiungono invece 7 gocce).

Se ne assumono poi almeno 4 gocce 4 volte al giorno direttamente in bocca. Ma vanno sempre seguite le indicazioni e le richieste dell’anima, i fiori vanno presi tutte le volte che ne si sente l’esigenza.

Possiamo anche aggiungere qualche goccia alla bottiglia d’acqua e berla durante la giornata o aggiungere qualche goccia all’acqua del bagno. La preparazione di olii e creme per uso topico della sinergia segue le stesse proporzioni: 3 gocce o 7.

La durata di assunzione varia a seconda della persona e della situazione, ma è consigliabile di assumere i rimedi almeno per due mesi.

La Visione Simbolica

Possa la mia anima rifiorire innamorata per tutta l’esistenza.

La visione simbolica presuppone un salto quantico rispetto a quella funzionale e quella evoluzionistica. Si avvale del pensiero analogico dove i messaggi intuitivi provengono dal sentire, la realtà quindi non viene colta solo attraverso la prospettiva esterna ma richiede una vera e propria contemplazione mistica di essa per coglierne le chiavi energetiche e simboliche.

Secondo la visione di Rudolf Steiner:

Radici: rappresentano il passato, la famiglia d’origine, il Karma, il gruppo genetico-familiare, la trasmissione dei modelli

Amidi: accumulati nelle radici rappresentano le memorie, le risorse preziose a cui attingere, le esperienze della vita utili alla sopravvivenza

Prime foglie: rappresentano come l’Anima comincia il cammino sulla Terra

Gambo e Steli: sono la connessione al tema della volontà (arti)

Semi: il futuro e i modelli familiari

Spine e Peli: relazione a come ci si rapporta al mondo esterno

Cerchio esterno (Petali e Sepali): corpo fisico

Cerchio interno: corpo mentale ed emotivo

Cerchio centrale: anima

Il Fiore è il Principio Creativo Divino, il fuoco sacro (Agni), è un moto ascendente promosso dallo Spirito per promuovere la trasformazione, il cammino evolutivo umano è quindi parallelo alla sequenza vegetativa della pianta. Esso si pone al vertice del mondo vegetale ed esprime il concetto di soglia fra i mondi della Natura (vegetale, animale, minerale) e soglia tra le fasi dello sviluppo vegetativo della pianta, il fiore rispecchia un modello funzionale.

Come l’uomo si incarna sulla terra e cresce seguendo l’iter dell’evoluzione guidato dall’Anima, così la pianta affonda le sue radici nella Madre Terra e ascende esprimendosi attraverso il Fiore. Siamo naturalmente attirati dai fiori che rappresentano stati disarmonici.